Risveglio
Ancora
ancora continui
ancora continui a popolare
ancora conitinui a popolare ciò che
ancora continui a popolare ciò che non è più tuo
ancora continui a popolare ciò che non è più tuo, che ho voluto non fosse più tuo…
ancora continui a popolare ciò che non è più tuo, che ho voluto non fosse più tuo… negli incubi,
ancora continui a popolare ciò che non è più tuo, che ho voluto non fosse più tuo… negli incubi, nelle giornate,
ancora continui a popolare ciò che non è più tuo, che ho voluto non fosse più tuo… negli incubi, nelle giornate, nell’acqua di un mare che non ci è mai appartenuto.
Perché?
E’ così difficile? E’ forse impossibile. O forse è solo la vecchia questione di tempo.
Mi sveglio che ancora ti penso, e piango come un bambino a causa di ciò che ci ha distrutti ancor prima di crescere, a causa di ciò che ci ha condannati con i suoi preconcetti, i suoi pregiudizi, il suo egoismo e la tua fragilità, il tuo rifiuto a lottare, le false promesse e i finti sogni… mi scopro ancora scottato.

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